24 Jun, 2019

FISALP - CONFSAL

ASD

Nuovi diritti e nuove tutele per tutte le tipologie di lavoro occasionale. Lo prevede la direttiva Ue approvata il 17 aprile dal Parlamento europeo con lo scopo di aumentare le garanzie dei lavoratori occasionali.

Le nuove disposizioni si riferiscono ai lavoratori a chiamataintermittenti, ai tirocinanti ed apprendisti, e a tutti i lavoratori pagati tramite voucher. Quanto deciso dal Parlamento dovrà essere reso esecutivo dai Paesi membri entro 3 anni.

Tra i diritti introdotti: la clausola di non esclusività, la trasparenza del rapporto e il tetto massimo di 6 mesi per il periodo di formazione.

Grazie ad una Direttiva Ue approvata il 17 aprile 2019 dal Parlamento europeo, sono destinate ad aumentare le tutele e le garanzie per il lavoro occasionale. La direttiva, infatti, introduce nuovi diritti per i lavoratori a chiamata, intermittenti, tirocinanti, apprendisti e impiegati retribuiti mediante voucher. Le nuove tutele in campo di lavoro occasionale si estendono a tutti i lavoratori impiegati per almeno 3 ore a settimana oppure per un arco temporale di 12 ore su 4 settimane.

La direttiva in questione è stata adottata con 466 voti a favore, 145 contrari e 37 astenuti. I Paesi membri dell’Ue avranno 3 anni di tempo per recepire e rendere attuative le previsioni adottate.

La direttiva introduce innanzitutto l’obbligo di trasparenza tra datore e dipendente. Ciò significa che i lavoratori occasionali devono sempre essere informati su quelli che sono gli aspetti essenziali del lavoro fin dal primo giorno o la massimo entro la prima settimana. La comunicazione deve indicare precisamente: le mansioni da svolgere, la durata dell’orario di lavoro e la retribuzione.

Il rapporto di lavoro dovrà essere maggiormente definito in modo da permettere al lavoratore di organizzare la propria vita e agli altri impegni lavorativi: quindi il datore dovrà indicare i giorni di lavoro con un minimo di prevedibilità ed un congruo anticipo. Questo permetterà ai lavoratori di rifiutare senza incorrere in provvedimenti da parte del datore. Inoltre, la direttiva Ue stabilisce anche la pattuizione di una clausola di non esclusività tra il datore ed il lavoratore occasionale; in altre parole si potranno accettare più impegni di lavoro di tipo occasionale senza incorrere in ripercussioni e sanzioni.

Per quanto riguarda i periodi di prova, il Parlamento europeo stabilisce il tetto massimo di 6 mesi; la formazione, invece, deve essere fornita gratuitamente e deve essere inclusa nell’orario di lavoro.

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Concorso Navigator: è finalmente uscito il bando di Anpal Servizi per la selezione delle professionalità necessarie all’avvio del Reddito di Cittadinanza, in quanto figure centrali dell’assistenza tecnica che verrà fornita dell’Agenzia ai Centri per l’impiego. In totale con la procedura selettiva si darà avvio alla selezione per un massimo di 3.000 navigator, secondo la ripartizione territoriale indicata dal bando, che saranno assunti con contratto a tempo determinato (scadenza dell’incarico prevista per il 30 aprile 2021).

Finalmente, quindi, possiamo darvi tutte le informazioni su requisitiprove e funzioni dei navigator, nuova figura professionale introdotta appositamente per garantire il corretto funzionamento del reddito di cittadinanza.

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Chi Siamo

F.I.S.A.L.P è un’organizzazione sindacale di lavoratori dipendenti del settore privato.

Obbiettivo della federazione primariamente è lo sviluppo delle condizioni culturali, morali, giuridiche ed economiche degli associati sul fondamento della libertà, della giustizia sociale.

In particolare si propone:

Sostenere ed incentivare con adeguate politiche fiscali ed economiche, soprattutto con politiche di detassazione e decontribuzione la forza lavoro, occupati ed impiegati nel settore privato;
Difendere gli interessi economici e morali, sia individuali che collettivi, di tutti gli iscritti alla Federazione con assoluta obbiettività e libertà;
Affermare la partecipazione dei Dipendenti Privati in genere a scelte di natura politica, economiche e sociali sul fondamento e garanzie delle libertà costituzionali;
Lo studio e la promozione di iniziative legislative interessanti la collettività e i lavoratori Dipendenti Privati in particolare;
La designazione dei rappresentanti dei lavoratori presso Enti o organismi nazionali o internazionali, ove la rappresentanza sindacale sia richiesta in modo unitario;
promuovere in tutte le sedi istituzionali, politiche e sociali, l’ampia partecipazione e consultazione dei soggetti interessati alla riforma delle professioni come lavoratori, secondo i processi e le regole delle procedure parlamentari, del confronto e del dibattito, per giungere alla definizione di una organica legge quadro;
La stipula con Enti Previdenziali, bancari o di altro genere di convenzioni per riscuotere la trattenuta sindacale per l’adesione alla presente organizzazione sindacale;
Assicurare il riconoscimento legislativo ai lavoratori dipendenti e/o organizzazioni dei lavoratori del settore privato;
Stipulare Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro con le Organizzazioni Datoriali;
L'istituzione di camere arbitrali per la definizione, ai sensi dell'art. 808-ter del codice di procedura civile, delle controversie nelle materie di cui all'art. 409 del medesimo codice;
Promuovere ed organizzare, autonomamente od in forma convenzionata, iniziative atte alla formazione, addestramento ed aggiornamento professionale dei lavoratori;
Promuovere l’attività di Centri Professionali in collaborazione con le Istituzioni Universitarie, gli Enti Pubblici e privati, locali, provinciali, regionali, nazionali e comunitari;
Promuovere ed organizzare la costituzione di cooperative, di consorzi e di società di servizi; promuovere ed organizzare, autonomamente od in forma convenzionata Centri Servizi di consulenza, assistenza ed informazione agli associati, quali quelli fiscali, amministrativi, legali, informatici, di marketing finanziari, commerciali, bancari ed assicurativi, di consulenza del lavoro ed altri occorrenti nell’interesse generale degli iscritti; promuovere autonomamente od in forma convenzionata la attività Culturali, Ricreative e per il Tempo Libero a favore dei propri iscritti;
Promuovere autonomamente od in forma convenzionata, l’attività dei Servizi di Patronato per l’assistenza sociale e Previdenziale;
Promuovere autonomamente od in forma convenzionata, l’attività dei C.A.U.P. ( Centri di Assistenza Universitaria e Post Universitaria) per la tutela degli studenti e dei neolaureati che intendono avviarsi all’attività di lavoratore dipendente del settore privato.
Promuovere, autonomamente od in forma convenzionata, l’attività dei C.A.F.( Centri di Assistenza Fiscale);
Promuovere, autonomamente od in forma convenzionata, scuole ed organismi per l’attività di Formazione quali master di I e II livello;
Perfezionare il sistema di sicurezza sociale per i lavoratori dipendenti del settore privato;
Portare il contributo della forza lavoro nello studio e nella formazione delle norme che interessano la giustizia, l’economia e il vivere sociale in genere;
Promuovere ed organizzare Associazioni e Sindacati di categoria o di settore al fine di potere al meglio rappresentare e tutelare particolare categorie o settori dei propri iscritti;
Promuovere, autonomamente od in forma convenzionata, ricerche e studi, dibattiti e convegni, sui temi di interesse nazionale ed internazionali;
Effettuare e partecipare a programmi di ricerca scientifica, tecnologica, di sperimentazione tecnica e l’aggiornamento, anche con riferimento ai servizi alle imprese, alle tecniche progettuali, organizzative e produttive, della gestione, amministrative e finanziarie;
Assistere e coordinare gli operatori e le associazioni aderenti nelle attività di tutela e promozione, secondo i rispettivi ambiti di competenza;
Promuovere, sostenere, organizzare e gestire mezzi di comunicazione ed attività editoriali ed informative, utilizzando ogni mezzo tecnologico.
Promuovere studi e ricerche omogenea, circa la consistenza e la tipologia della forza lavoro occupata, l'analisi dei fabbisogni occupazionali anche predisponendo l'assistenza tecnica per la formazione continua;
Attivare le procedure per attivare coordinandosi con la collaborazione con il fondo interprofessionale per la formazione continua la realizzazione dei progetti programmati per la formazione continua, operando per ottenere il loro riconoscimento quali crediti formativi e curandone la divulgazione e l'organizzazione con le modalità più idonee.

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L'INPS, con messaggio n. 1552 del 17/04/2019, assegna i codici contratto ai CCNL siglati da FISALP - CONFSAL.

 

SCARICA IL MESSAGGIO INPS N. 1552 DEL 16/04/2019

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Con la sentenza n. 4951 del 2019, la Suprema Corte di Cassazione è intervenuta in materia di garanzia dei minimi di retribuzione per i lavoratori dipendenti dalle cooperative. Con tale pronunzia la Suprema Corte ha ribadito un principio già contenuto nella sentenza 51/2015 della Corte Costituzionale.

La Cassazione quindi, ha confermato che i contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative non hanno efficacia erga omnes ma che i minimi salariali in essi previsti costituiscono il riferimento per garantire la retribuzione proporzionata e sufficiente di cui all’art 36 Cost.. Conseguentemente, se i contratti collettivi stipulati da organizzazioni sindacali non “comparativamente più rappresentative” rispettano o migliorano i richiamati minimi salariali, essi sono legittimi sotto il profilo applicativo, inibendo conseguentemente l’applicazione sic et simpliciter della circolare n. 3 del 2018 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

A tal proposito, alla luce di questa sentenza, va letto e interpretato anche l’art. 1 comma 1175 della legge n. 296/2006, laddove, ai fini della fruizione dei benefici contributivi pubblici, dispone il “rispetto” dei CCNL sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.

Dopo la sentenza in commento della Suprema Corte si ravvisa l’inderogabile esigenza legale di procedere alla revisione della prefata circolare n.3/2018 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che pone come condizione per la fruizione delle guarentigie contributive l’“applicazione” dei Contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, piuttosto che il “rispetto” di tali contratti come disposto dallo stesso comma 1175 della L.296/2006. Sulla base di quanto previsto dal decreto-legge n. 248/2007 in materia di retribuzione dei soci di cooperativa, la Cassazione ha confermato che i contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative non hanno efficacia generale, ma che solo i minimi salariali in essi contenuti devo essere presi a riferimento ai fini della determinazione della retribuzione proporzionata e sufficiente ex art. 36 della Costituzione. Il risultato sostanziale è che se i contratti collettivi stipulati da associazioni reputate non comparativamente rappresentative rispettino o addirittura migliorino tali trattamenti economici minimi, essi risultano perfettamente applicabili.

Con la sentenza n. 4951/2019 dunque, la Corte di Cassazione, riferendosi alle previsioni dell’art. 3 della legge n. 142/2001 e dell’art. 7 del decreto-legge n. 248/2007, ha previsto che ai lavoratori delle società cooperative deve essere assicurato un trattamento economico complessivo non inferiore ai minimi contrattuali previsti per analoghe mansioni dal CCNL di settore o della categoria affine, sottoscritto dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

E nel solco indicato dalla Suprema Corte, con sentenza del 26 febbraio 2019 il Tribunale del Lavoro di Ferrara, in una causa relativa ad una sanzione dell’Inps in materia di oneri contributivi per l’applicazione di un CCNL diverso da quello sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil nel settore delle agenzie assicurative in gestione libera, ha statuito che: “Spetta all’Inps dimostrare la maggiore rappresentatività su base nazionale delle organizzazioni sindacali stipulanti il contratto collettivo, sulle cui retribuzioni l’Ente pretende di commisurare i contributi previdenziali (v. Cass. 23.4.1999 n. 4074 e Cass. 19.5.2003 n. 7842), non essendo la maggiore rappresentatività delle organizzazioni sindacali o datoriali un fatto notorio ex art. 115 c.p.c., e trattandosi, tra l’altro, di un dato che può variare nel corso del tempo”. Conseguentemente, il Giudice del Lavoro di Ferrara ha ribadito che la Confsal, secondo il ministero del Lavoro, “dev’essere annoverata tra quelle comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”, annullando l’addebito dell’Inps all’azienda che ha applicato ai propri dipendenti il CCNL sottoscritto da Confsal (c.d. “contratto SNA”).

Con queste pronunzie la Cassazione e il Giudice del Lavoro hanno interpretato lo spirito della legge, individuando nella contrattazione collettiva delle associazioni comparativamente più rappresentative un parametro fondamentale ai fini dell’individuazione dei minimi salariali da applicare, in presenza di una pluralità di contratti collettivi nello stesso settore, con parimenti l’imprescindibile rispetto del principio-precetto di natura costituzionale, comma 1 dell’art. 39, del pluralismo sindacale (e di libertà di contrattazione collettiva), in considerazione della facoltà datoriale di applicare ai dipendenti un Ccnl diverso, a patto che siano rispettati i minimi salariali dei contratti stipulati dalle associazioni comparativamente più rappresentative.

La Cassazione e il Tribunale del Lavoro hanno sancito la non applicabilità di un unico Ccnl per settore e, quindi, l’esclusività della contrattazione collettiva attribuita ad alcuni sindacati, in contrasto proprio con le previsioni costituzionali in materia di libertà e pluralismo sindacali: si sgretola il “muro” della esclusività dei Ccnl di Cgil, Cisl e Uil.

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