22 Jan, 2020

FISALP - CONFSAL

ASD

l Senato ha approvato la legge di Bilancio 2020. Le novità in materia di lavoro e pensioni riguardano principalmente la riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti, le agevolazioni contributive per i datori di lavoro che assumono apprendisti e giovani under 35, le misure di sostegno alle famiglie, la proroga di un anno del bonus bebè e il rafforzamento del bonus nido. Aumentano i giorni di congedo obbligatorio per i padri. Prevista, infine, una stretta fiscale sulle auto aziendali inquinanti e norme sulla rivalutazione delle pensioni nonchè su APE sociale e opzione donna.

 
Il Senato, nella riunione del 16 dicembre 2019, ha approvato il DDL di Bilancio 2020 che ora torna alla Camera dei deputati. Ecco il quadro delle novità, in materia di lavoro e pensioni, che entreranno in vigore a partire dal 2020.

Cuneo fiscale

Il provvedimento in esame interviene per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti, istituendo un Fondo per la riduzione del cuneo fiscale cui viene assegnata una dotazione di 3 miliardi di euro per l'anno 2020 e 5 miliardi a decorrere dal 2021.
 

Apprendistato di primo livello

Al fine di promuovere l'occupazione giovanile, per l'anno 2020, viene reintrodotto lo sgravio contributivo totale per i contratti di apprendistato di primo livello per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, stipulati successivamente alla data del 1° gennaio 2020. I datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove possono applicare uno sgravio contributivo pari al 100 per cento della contribuzione dovuta per i periodi contributivi maturati nei primi tre anni di contratto, restando fermo il livello di aliquota del 10 per cento per i periodi contributivi maturati negli anni di contratto successivi al terzo.
 

Sgravio contributivo per under 35 prorogato al 2020

Previsto anche per il 2020 lo sgravio contributivo alle aziende che assumono giovani fino a 34 anni con contratto a tempo indeterminato.
La misura riduce del 50% i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi INAIL, fino al limite annuo di 3 mila euro, per un periodo massimo di 36 mesi.
Il bonus spetta per l’assunzione di giovani che non abbiano compiuto il 35° anno di età e non siano mai stati occupati a tempo indeterminato con lo stesso o altro datore di lavoro.
 

Riduzione delle tariffe INAIL

Grazie all’intervento contenuto nel disegno di legge di Bilancio 2020 è prevista, già dal prossimo anno, l’immediata strutturale applicazione delle disposizioni introdotte dalla legge di Bilancio 2019 in materia di riduzione delle tariffe dei premi INAIL per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.
La revisione delle tariffe è stata accompagnata da un intervento di aggiornamento del nomenclatore, con un contestuale riduzione delle voci di tariffa, e da una revisione del meccanismo di oscillazione del tasso per andamento infortunistico, sulla base dei dati sull’andamento infortunistico e tecnopatico nel triennio 2013-2015.
 

Bonus eccellenze

L‘esonero contributivo introdotto dalla legge di Bilancio 2019, e tuttora in attesa della disciplina operativa da parte dell’INPS, prevede lo sgravio totale annuale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e dei contributi INAIL, entro il limite massimo di 8.000 euro per ogni assunzione effettuata per le imprese che assumono giovani laureati con la votazione di 110 e lode o in possesso di un dottorato di ricerca.
La legge di Bilancio 2020 interviene proprio sull’operatività della misura stabilendo le relative procedure di fruizione applicabili a partire dal prossimo mese di gennaio.
 

Decontribuzione per le attività stagionali

I contributi aggiuntivi, posti a carico del datore di lavoro che stipulano contratti di lavoro a termine (nella misura dell’1,40%, maggiorata dello 0,50% in caso di rinnovi), non sono dovuti nel territorio della Provincia di Bolzano per le attività stagionali definite dai contratti collettivi nazionali, territoriali e aziendali stipulati dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative entro il 31 dicembre 2019.
 

tlete professioniste

La legge di Bilancio 2020 prevede che alle società sportive che stipulano con le atlete contratti di lavoro sportivo sia riconosciuto, per gli anni 2020, 2021 e 2022, l’esonero dal versamento del 100 per cento dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi per l’assicurazione obbligatoria infortunistica, entro il limite massimo di 8.000 euro su base annua.
 

Defiscalizzazione della NASpI anticipata

La liquidazione anticipata, in un'unica soluzione, della NAspi destinata alla sottoscrizione di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio, si considera non imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche.

Rivalutazione delle pensioni

Per il periodo 2020-2021 la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici è riconosciuta:
a) per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100 per cento;
b) per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a quattro volte il trattamento minimo INPS e con riferimento all'importo complessivo dei trattamenti medesimi:
I) nella misura del 77 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo INPS. Per le pensioni di import superiore a quattro volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla lettera a), l'aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato. Per le pensioni di importo superiore a cinque volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dal presente numero, l'aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
2) nella misura del 52 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a sei volte il trattamento minimo INPS. Per le pensioni di importo superiore a sei volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dal presente numero, l'aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
3) nella misura del 47 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a sei volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a otto volte il trattamento minimo INPS. Per le pensioni di importo superiore a otto volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dal presente numero, l'aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
4) nella misura del 45 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a otto volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a nove volte il trattamento minimo INPS. Per le pensioni di importo superiore a nove volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dal presente numero, l'aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
5) nella misura del 40 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a nove volte il trattamento minimo INPS.
 

PE sociale e opzione donna

Definita anche la proroga di opzione donna e APE sociale. Le donne lavoratrici dipendenti con almeno 58 anni di età e autonome con 59 anni e con almeno 35 anni di anzianità possono optare per la liquidazione della pensione calcolata interamente con il sistema contributivo anche nel caso in cui la maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi si collochi entro l'anno 2019.
La possibilità di accedere all’APE sociale viene estesa anche a coloro che maturano i relativi requisiti nell'anno 2020.
 

Prepensionamento giornalisti e poligrafici

La Manovra include lo stanziamento di 7 milioni di euro nel 2020 e 3 milioni l'anno dal 2021 al 2027 per incentivare l’esodo dei giornalisti iscritti all’INPGI. Tale misura prevede altresì la revoca nel caso in cui il lavoratore continui collaborare con lo stesso datore di lavoro o con un'altra testata del medesimo gruppo editoriale.
Per il triennio 2020 - 2023 vengono stanziate risorse anche per il prepensionamento dei poligrafici con almeno 35 anni di contributi.

Giovani agricoltori

Al fine di promuovere l'imprenditoria in agricoltura, ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali con età inferiore a quarant'anni che si iscrivono alla previdenza agricola nel corso del 2020, hanno diritto, ferma restando l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, per un periodo massimo di 24 mesi, all'esonero dal versamento del 100 per cento dell'accredito contributivo presso l'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti.

Misure per la famiglia

La Manovra prevede anche un nuovo pacchetto famiglia attraverso l’istituzione del Fondo assegno universale e servizi alla famiglia, con una dotazione pari a 1.044 milioni di euro per l'anno 2021 e a 1.244 milioni di euro annui a decorrere dal 2022.
Il provvedimento include potenziamento del contributo per gli asili nido fino a 3.000 euro per i redditi medio-bassi, insieme all'allungamento del congedo di paternità che viene esteso a sette giorni.
 

Bonus bebè

Prorogato di un anno il bonus bebè, che risulta rafforzato per i nuclei familiari con ISEE superiore ai 7mila euro.
Il bonus bebè è riconosciuto per ogni figlio nato o adottato dal 1 ° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020, è corrisposto esclusivamente fino al compimento del primo anno di età ovvero del primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell'adozione per un importo pari a:
· 1.920 euro qualora il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente l'assegno abbia ISEE non superiore a 7.000 euro annui;
· 1.440 euro in caso di ISEE non superiore a 40.000 euro;
· 960 euro qualora il nucleo familiare sia in una condizione economica corrispondente a un valore dell'ISEE superiore a 40.000 euro.
In caso di figlio successivo al primo, nato o adottato tra il 1 ° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020, l'importo dell'assegno è aumentato del 20 per cento.

Congedo paternità

Il congedo obbligatorio è stato oggetto di successive proroghe e di un ampliamento della durata.
Nell’impianto originario era pari a 2 giorni per il 2017, a 4 giorni per il 2018 (elevabile a 5 in sostituzione della madre, in relazione al periodo di astensione obbligatoria ad essa spettante) e a 5 giorni per il 2019 (elevabili a 6 in sostituzione della madre in relazione al medesimo periodo di astensione obbligatoria ad essa spettante).
Con la legge di Bilancio 2020 viene prevista la proroga per il 2020, con durata elevata a 7 giorni.

Bonus nido

Dal 2020, il bonus nido è incrementato di:
1.500 euro per i nuclei familiari con un valore dell'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), fino a 25.000 euro;
1.000 euro per i nuclei familiari con un ISEE da 25.001 euro fino a 40.000 euro.
La Legge di Bilancio dunque rimodula l’importo totale del contributo per l’iscrizione al nido in tre diverse fasce ISEE:
- bonus nido fino a 3.000 euro per le famiglie con ISEE fino a 20.000 euro;
- bonus nido fino a 2.500 euro per le famiglie con ISEE da 25.001 euro a 40.000 euro;
- bonus nido fino a 1.500 euro per le famiglie con ISEE da 40.001 euro in su.

Fringe benefit auto

La legge di Bilancio 2020 inasprisce la tassazione del fringe benefit solo sui contratti stipulati da luglio 2020 per i veicoli maggiormente inquinanti e di nuova immatricolazione. Il fringe benefit sarà dunque pari:
- al 25% sulle auto aziendali con emissioni di CO2 inferiori a 60 g/km;
- al 30% per quelle con emissioni superiori a 60 g/km fino a 160 g/km.
- al 40% (50% dal 2021) per i veicoli con emissioni superiori a 160 g/km fino a 190 g/km,
- al 50% (60% dal 2021) per tutte le auto con emissioni superiori a 190 g/km.
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Scadenza in arrivo per la Tari 2019, con la prima rata che in molti comuni d’Italia dovrà essere pagata tra i mesi di aprile e maggio.

Il termine per il pagamento della tassa sui rifiuti, a differenza di quanto previsto per l’IMU e la TASI, non è unico in tutta Italia ma sono i singoli comuni a stabilire quando si paga la Tari.

Allo stesso modo, è a livello locale che viene stabilito chi paga la Tari e possono esservi diversi casi di esenzione o riduzione dell’importo complessivamente dovuto.

Sulla Tari non sono in pochi ad avere dubbi e soprattutto a chiedersi quando è obbligatoria e quando invece si può non pagare e richiedere l’esenzione. Per questo abbiamo pensato di creare una guida alla tassa sui rifiuti - una delle più odiate dagli italiani - con tutte le informazioni utili su obbligo o esonero di pagamento, importo, scadenza e modalità di pagamento.

Le regole fondamentali che disciplinano il tributo sono le stesse in tutta Italia e, in merito alle scadenze per il pagamento della Tari, sono di norma previste dalle due alle quattro rate anche nel 2019.

Tra i primi ad essere chiamati alla cassa per il pagamento della tassa sui rifiuti vi sono i cittadini residenti nel Lazio che, entro la fine del mese di aprile, dovranno effettuare il pagamento della prima rata della Tari 2019.

Facciamo di seguito il punto su tutte le regole da conoscere, quali sono i soggetti obbligati al pagamento della tassa sui rifiuti e quali sono invece le esenzioni previste.

La Tari 2019 è, insieme all’Imu e alla Tasi parte della Iuc, ovvero l’imposta unica comunale che deve essere pagata da tutti i cittadini che detengono un’immobile di qualsiasi categoria catastale.

Come prima cosa è bene partire ricordando quelle che sono le scadenze per il pagamento della Tari per il 2019 per evitare di incorrere in sanzioni.

Sebbene il termine per il pagamento sia stabilito da parte di ciascun Comune, solitamente la scadenza per il pagamento della prima rata della tassa sui rifiuti (primo acconto Tari) è fissata al 30 aprile 2019.

Si tratta soltanto di una delle due o quattro date da tenere a mente. In base all’importo dovuto ed in base a quanto stabilito dal Regolamento comunale, la scadenza della Tari può essere dilazionata da aprile fino al mese di novembre.

Solitamente, il versamento della tassa rifiuti prevede le seguenti scadenze:

Tari 2019Scadenza
primo acconto 30 aprile
secondo acconto 31 luglio
saldo 30 novembre

In alcuni comuni, come a Roma, i cittadini pagano la Tari in due scadenze, con l’acconto da pagare entro la fine del mese di luglio ed il saldo entro la fine dell’anno.

È diversa anche la scadenza della Tari 2019 a Napoli, dove il pagamento viene diviso per tutti in quattro rate, con la prima da pagare entro la fine di giugno e l’ultima entro il 16 di novembre.

In ogni caso, l’avvicinarsi della scadenza per il pagamento della tassa sui rifiuti sarà segnalato dall’invio presso il proprio domicilio del bollettino di pagamento da parte del Comune, all’interno del quale sarà riportata la data esatta entro la quale effettuare il versamento.

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Come noto per andare in pensione con Quota 100 e maturare i 38 anni di contributi previsti dalla misura è ammessa ogni tipologia di contribuzione: obbligatoria, volontaria, da riscatto e figurativa.

In questo modo il legislatore ha reso più semplice la maturazione della contribuzione necessaria per anticipare la pensione smettendo di lavorare già all’età di 62 anni; tuttavia per Quota 100 - così come per l’Opzione Donna - c’è un limite molto importante riguardante la contribuzione figurativa versata nei periodi di malattiadisoccupazione o prestazioni equivalenti.

Nonostante la recente riforma delle pensioni, attuata con il decreto 4/2019, infatti, è ancora in vigore la norma - che interessa esclusivamente i lavoratori dipendenti del settore privato - descritta dall’articolo 22 - I comma - della legge 153/1969; vediamo cosa prevede.

Nel I comma dell’articolo 22 della legge 153/1969 (stesso articolo dove si legge che per andare in pensione bisogna cessare qualsiasi attività di lavoro subordinato) viene stabilito che “gli iscritti alle assicurazioni obbligatorie per l’invalidità, la vecchiaia, ed i superstiti dei lavoratori dipendenti, dei lavoratori delle miniere, cave e torbiere, dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni, degli artigiani e degli esercenti attività commerciali hanno diritto alla pensione solo se”:

"possono far valere 35 anni di contribuzione effettiva, o anche volontarie e figurativa accreditata a favore degli ex combattenti, militari e categorie assimilate".

Questo limite si applica anche nei confronti di Quota 100, per la quale ricordiamo sono necessari almeno 38 anni di contributi. Di conseguenza, anche se per anticipare la pensione è utile anche la contribuzione accreditata durante i periodi di malattia e disoccupazione è assolutamente necessario che l’interessato possa far valere almeno 35 anni di contribuzione effettiva.

Prendiamo come esempio un lavoratore che nel corso della sua carriera lavorativa è stato assente per malattia per un arco temporale di due anni e che per altri due anni è stato disoccupato; questo può andare in pensione con Quota 100 ma solo se oltre ai quattro anni di contribuzione figurativa ne può vantare almeno 35 di contribuzione effettiva; in caso contrario gli sarà preclusa la possibilità di anticipare la pensione ricorrendo a Quota 100.

Questo limite può essere “raggirato” grazie al cumulo dei contributi; ricordiamo, infatti, che il requisito contributivo richiesto per Quota 100 può essere raggiunto anche cumulando gratuitamente i contributi versati in una o più gestione previdenziali.

A tal proposito, per il riconoscimento dei 35 anni di contribuzione effettiva si deve tener conto di tutti i contributi versati in ogni gestione previdenziale; quindi se un lavoratore non raggiunge il limite previsto solo con i contributi accreditati nel fondo pensioni per lavoratori dipendenti può colmare questa mancanza grazie al cumulo, ad esempio con eventuali anni di contribuzione effettiva presenti nella Gestione Separata.

Contribuzione effettiva: cosa cambia per Opzione Donna?

A differenza di Quota 100, per andare in pensione con Opzione Donna - per la quale sono richiesti almeno 35 anni di contribuzione - non sono riconosciuti i contributi accreditati per malattia o disoccupazione, mentre sono utili tutti gli altri contributi obbligatori, da riscatto, da ricongiunzione, volontari e figurativi.

Questo limite si applica per Opzione Donna nonostante la prestazione sia determinata con il sistema contributivo; l’applicazione di questo metodo, infatti, è limitata solamente alle regole di calcolo.

Inoltre, rispetto a Quota 100 non è neppure possibile aggirare questo limite visto che non si tiene contodella contribuzione accreditata in altre gestioni previdenziali per raggiungere i 35 anni di contribuzione effettiva al netto dei periodi di malattia e disoccupazione.

 

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Aumentare l’importo della pensionefutura è possibile, basta pensare alla strategia migliore per farlo.

Anche chi non percepisce ancora la pensione dovrebbe cominciare a pensare a come fare per avere un importo il più alto possibile; in molti, infatti, sottovalutano le spese che ci sono da affrontare dopo la pensione e per questo credono che l’importo dell’assegno sarà sufficiente per vivere una vita agiata. Molto spesso però non è così ed è per questo che consigliamo di leggere con attenzione questa guida così da capire qual è - a seconda della vostra situazione - il modo migliore per avere una pensione più alta.

È pur vero che l’importo dell’assegno può essere aumentato anche successivamente alla pensione, riprendendo a lavorare e continuando a versare contributi, ma perché rimandare a domani quello che potresti fare oggi?

Dovete sapere che ad oggi circa il 70% delle pensioni è al di sotto dei 1.000€.Una cifra insufficiente per permettere a molti pensionati di arrivare alla fine del mese; senza dimenticare che in futuro con il totale passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo gli importi delle pensioni potrebbero ulteriormente calare.

Secondo un recente dossier Censis-Confcooperative, infatti, chi andrà in pensione nel 2050 andrà a percepire un assegno pensionistico pari al 69,7% della sua ultima retribuzione.

Ecco perché è importante capire come fare per aumentare l’importo della pensione futura. Le strade da intraprendere sono due: versare più contributi possibili e sfruttare al meglio quelli già versati.

Di strumenti a disposizione per far sì che l’assegno percepito durante la pensione sia più che dignitoso ce ne sono di diversi; ve ne parleremo in questa guida dedicata con la quale speriamo di dare un importante aiuto a coloro che temono di non prendere abbastanza una volta che saranno collocati in quiescenza.

Prima di andare avanti vi ricordiamo che potete controllare il vostro estratto conto contributivo, oltre che farvi un’idea di quando potrete andare in pensione e con quale assegno, tramite il servizio “La mia pensione INPS”.

A questo punto possiamo vedere come fare per aumentare l’assegno pensionistico; naturalmente non tutti questi strumenti saranno adatti per voi, ma sicuramente troverete quello che fa al caso vostro.

Ricongiunzione dei contributi

La ricongiunzione dei contributi è uno strumento adatto a coloro che hanno delle posizioni assicurative in gestioni previdenziali differenti. Grazie a questo istituto, infatti, si possono trasferire i contributi versati e riunirli sotto un’unica gestione; in questo modo si ottiene una sola pensione e - solitamente - di un importo maggiore.


La domanda di ricongiunzione va presentata direttamente dall’interessato e deve riguardare tutti i periodi coperti da contribuzione raccolti in almeno due diverse forme previdenziali; l’importante è che questi periodi contributivi non siano già stati utilizzati per liquidare una pensione.

Cumulo dei contributi

Grazie a questo istituto - che partirà ufficialmente il 1° aprile - si possono riunire (gratuitamente) sotto un’unica gestione previdenziale i contributi versati in casse differenti, compresa quelle dei liberi professionisti.

Tuttavia a differenza di quanto succede con la ricongiunzione, in questo caso ogni gestione pagherà la propria quota indipendentemente; questo significa che difficilmente grazie al cumulo gratuito per i professionisti si percepirà un assegno più alto.

Qual è quindi il vantaggio di questa misura? Può accadere che in una delle suddette casse i contributi versati siano insufficienti per dar luogo ad una pensione o ad una pensione supplementare; senza il cumulo, quindi, questi contributi sarebbero andati persi e l’assegno pensionistico più basso di quello previsto. 
Grazie al cumulo dei contributi, invece, i suddetti contributi vengono raccolti sotto un’unica gestione, permettendo così all’interessato di andare prima in pensione e con un assegno pensionistico più alto.

Riscatto dei contributi

Ci sono dei periodi per i quali i contributi non sono stati versati, ma che comunque possono essere riscattati dall’interessato. In questo modo si possono maturare più contributi - versandoli volontariamente - così da maturare in anticipo i requisiti per la pensione e aumentare l’importo del futuro assegno previdenziale.

Ma quali sono questi periodi per i quali si possono riscattare - a pagamento - i contributi? Ecco l’elenco completo:

  • disoccupazione;
  • aspettativa;
  • part-time;
  • lavoro all’estero;
  • astensione per maternità;
  • i periodi compresi tra un lavoro stagionale e un altro;
  • servizio civile;
  • formazione professionale, studio e ricerca (riscatto della laurea).

Può accadere inoltre che il vostro datore di lavoro - nonostante un rapporto di lavoro in essere - non vi abbia versato i contributi previdenziali; anche in questo caso potrete intervenire voi direttamente grazie alla costituzione della rendita vitalizia.

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